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e-Mobile: Che sia la volta buona?

Quante volte sarà capitato di trovarsi in una strada del centro a sfogliare tuttocittà per ricercare la strada giusta?

Autore: Andrea Minini -

Oppure chiedere alle edicole il ristorante più vicino o un hotel in cui riposarsi. Sicuramente molte volte e quasi sempre si è riusciti ad accedere con difficoltà ad informazioni utili, sperando nella cortesia di altri passanti o degli esercenti locali.

Il punto critico è di fatto la scarsa possibilità di accedere ad informazioni utili in particolari momenti della nostra giornata, ad esempio mentre si cammina per strada alla ricerca di un indirizzo.

Un'esigenza di consumo già individuata cinque anni fa in piena epoca New Economy, quando con la tecnologia WAP si mirava ad estendere le potenzialità del Web alla telefonia mobile GSM. Un legame che non decollò mai anche a causa della scarsa usabilità della tecnologia WAP con i suoi display alfanumerici poco adatti a rappresentare la realtà allo stesso livello del web. Il tutto si spense già nel 2000 nella speranza futura dell'UMTS.

Il mobile restava comunque un bacino d'utenza enorme in Italia troppo grande per essere ignorato, uno strumento comunicativo presente in quasi ogni tasca degli italiani sotto i 40 anni d'età. L'interesse verso la fornitura di informazioni geolocalizzate non si ridusse e le aziende continuarono a cercare la via tecnologica corretta per unire le possibilità tecnologiche con la fattibilità economica dei progetti.

L'introduzione dell'I-Mode in Italia tramite Wind è probabilmente l'evento che si attendeva da anni. La diffusione dell'i-mode potrebbe infatti consentire una rinascita di quei vecchi progetti di e-mobile falliti in epoca Wap. Vediamo perché:

  • i display i-mode consentono una navigazione seguendo gli stessi principi del web, gli utenti non devono quindi "apprendere" un nuovo modo di accedere alle informazioni rispetto a quanto offerto sul web. La grafica è di fatto simile a quella del web.

  • la telefonia mobile consente la geolocalizzazione immediata dell'utente, consetendogli quindi l'accesso alle informazioni locali con maggiore rapidità e semplicità. Esempio, visualizzare la mappa o la cartografia del luogo in cui si trova l'utente, ricercare la lista dei ristoranti più vicini ecc.

  • l'accesso alle informazioni assume poi un carattere proattivo, l'utente può utilizzare lo stesso mezzo (il telefonino i-mode) per ricercare informazioni locali e per prendere contatto telefonicamente. Esempio: prenotare telefonicamente al ristorante trovato tra quelli più vicini, senza dover trasporre il numero di telefono.

La tecnologia I-Mode sembra quindi avere tutte le carte in regola per far decollare in tempi brevi i servizi e-mobile in Italia.

Un esempio tipico è il recente lancio del servizio di ViaMichelin per i telefoni cellulari i-mode, realizzato mediante un accordo con Wind. Il nuovo servizio consente ai possessori di un telefonino I-Mode di poter visualizzare la mappa del luogo in cui si trovano, ricercare indirizzi utili nelle vicinanze (alberghi, ristoranti, stazioni di servizio), ricercare un itineario o informazioni per raggiungere la propria meta desiderata. La cartografia di ViaMichelin consentirà all'utente l'immediata geolocalizzazione del luogo dove si trova, senza doverla specificare.

Va detto che il punto di forza di questi servizi non è certo la loro originalità (molti sono già offerti da tempo sul web) ma il fatto di poterne beneficiare con semplicità in quei momenti in cui l'accesso alle informazioni è difficile.

Quando cinque anni fa parlavamo di e-mobile con la tipica enfasi futuristica che caratterizzava quel periodo, probabilmente pensavamo proprio a questo genere di servizi.

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