Cosa leggere nelle analisi del traffico del proprio sito web
Ogni visita alle pagine di un sito web lascia traccia all’interno del server che lo ospita, nel quale viene aggiornato di continuo il file di LOG, in formato testuale.
Autore: Raffaele Galano -
Ogni visita alle pagine di un sito web lascia traccia all’interno del server che lo ospita, nel quale viene aggiornato di continuo il file di LOG, in formato testuale. Sono archiviati, ad esempio, l’ora e la pagina d’arrivo, dati sul sistema operativo, il browser utilizzato e la risoluzione dello schermo impostata dall’utente.
Come leggere i file di LOG? Senza strumenti specifici la lettura è alquanto difficoltosa, per non dire impossibile. Anche con il semplice Notepad di Windows possiamo aprire i file di LOG in formato TXT, ma per la mole di dati contenuta è evidente l’esigenza di utilizzare alcuni strumenti che ne facilitino la lettura aggregando i dati e magari proponendo alcune analisi in forma grafica.
Possiamo analizzare i file in locale, eseguendone prima il download dal server al nostro PC, utilizzando uno dei tanti software sviluppati per questo compito, come WebTrends, Urchin, NetTracker. In alternativa è possibile affidarsi ad uno dei tanti servizi online, come l’utilizzatissimo ShinyStat, il più professionale e costoso WebTrend Live o i WebTool del sito italiano HTML.it. Questi servizi hanno caratteristiche simili ai software da installare, ma richiedono l'inserimento nelle nostre pagine web di un codice html, spesso accompagnato da una piccola immagine, che consenta di tenere traccia delle visite al nostro sito.
Se optiamo per il secondo metodo dobbiamo anche ragionare sull’opportunità di rendere pubblici i dati del nostro traffico. Possiamo offrire l’accesso ai dati senza limitazioni oppure permettere solamente la lettura di alcune aggregazioni. E’ importante valutare i servizi online ed i software sulla base delle nostre esigenze. Infatti non si distinguono solo per facilità di lettura o per i grafici più o meno accattivanti, ma soprattutto per la profondità di analisi e la possibilità di personalizzarne alcuni parametri.
TRAFFICO DEL SITO
Hits: la forma più semplice di dato registrato. Conteggia qualsiasi richiesta al server da parte del browser (pagine, immagini, file, ecc.). E’ quindi un numero sempre superiore al numero di visite e di scarsa utilità se non ai fini della valutazione del carico di lavoro che subisce il server che ospita il sito. Un utente che si collega alla nostra homepage che contiene, per ipotesi, 10 immagini genera 10 hits.
Page View: il totale delle pagine visualizzate. Sono contate anche le pop-up e gli eventuali refresh delle pagine.
Visit/User Session: connessione unica di un visitatore ad almeno una pagina del sito. Normalmente la durata di una visita è impostata sul server a 20 minuti, per cui se un utente rimane nel sito per un tempo superiore verrà considerato un nuovo visitatore.
Unique Visitor: ogni visitatore nel periodo analizzato può effettuare più visite che a loro volta possono generare molte page view.
Visite per pagina: possiamo conoscere quindi le pagine più e meno viste, quelle che, a parità di visibilità e link, sono di maggior interesse per il pubblico. Il dato può suggerirci di dare maggiore visibilità ad alcune pagine per noi più importanti, a scapito di altre. Percorsi di navigazione: all’interno del sito i visitatori seguono path diversi che indicano com’è fruito il sito, evidenziando spesso lo scollamento con il modo in cui immaginiamo che gli utenti debbano accedere ai nostri contenuti.
Tempo di permanenza nel sito e nelle singole pagine: il tempo di permanenza complessivo è influenzato dalla tipologia di sito ed è sicuramente in proporzione alla ricchezza di testo e all’interattività offerta, mentre il tempo di permanenza per ogni singola pagina dà il valore della loro corretta impostazione rispetto allo scopo per cui sono state create. Ci sono infatti pagine nelle quali vorremmo che il visitatore rimanesse lo stretto necessario, come le FAQ, la pagina dei contatti, la mappa del sito, oppure in generale le pagine dedicate al supporto alla clientela, dalle quali si dovrebbero trarre le informazioni nel minor tempo possibile.
Numero di pagine viste per visita e visitatore unico: contrariamente a quanto si potrebbe ipotizzare questo non è sempre indice dell’interesse del pubblico verso i nostri contenuti. Un sito ricco di articoli che trattano argomenti distanti gli uni dagli altri, ad esempio, non dovrebbe generare molte page view per visita. Lo stesso si può dire di un sito anche molto specifico, ma online da tempo, con un’utenza affezionata e una piccola percentuale di nuovi visitatori.
Entry page: pagine di entrata al sito. Non sempre infatti gli utenti entrano dall’homepage, perché nei motori di ricerca vengono indicizzate molte pagine interne e nel corso del tempo si creano in Rete link alle pagine più disparate. Vedremo il traffico canalizzarsi naturalmente verso i contenuti, i prodotti ed i servizi più interessanti. In questo caso dovremmo cercare di rendere il sito comprensibile e navigabile da qualunque pagina.
Exit page: Pagine da cui sono soliti uscire i visitatori. Ottimo strumento per verificare se alcuni percorsi che abbiamo preparato per gli utenti non funzionano a dovere. Ad esempio se l’homepage ha un’elevata percentuale di uscita dovremmo domandarci come mai molti visitatori non navigano il sito più "in profondità".
PROVENIENZA DEI VISITATORI
Siti web di provenienza: i siti da cui provengono i visitatori (sui quali è presente un link al nostro sito).
Dominio di appartenenza: cioè l’azienda, il provider generico, l’università o altri che, fornendo la connessione ad Internet, sono riconoscibili e lasciano indicazioni sull’identità del visitatore. Ad esempio se troviamo una visita proveniente da un server della FIAT, possiamo ragionevolmente ipotizzare che un dipendente della nota casa automobilistica abbia visitato le nostre pagine. Le due precedenti sono preziose informazioni di marketing utili per:
- generare prospect (potenziali clienti)
- saggiare l’interesse della Rete verso il sito e la generazione spontanea di link alle nostre pagine
- calcolare il valore dei link che siamo riusciti ad ottenere con partnership, pubblicità o sponsorizzazioni
Provenienza geografica dei visitatori: la connessione che utilizzano indica il paese di provenienza
Motori di ricerca: è indice della reperibilità delle nostre pagine nei database dei motori di ricerca e anche della visibilità dei nostri contenuti, prodotti e servizi. Dovremmo studiare almeno:
- da quali motori proviene il maggior numero di visitatori
- qual’è la percentuale di utenti provenienti da questa fonte rispetto a tutte le altre provenienze, compresa la diretta
- quali sono le query (i termini digitati nel motore) con cui arrivano al nostro sito
- quanti arrivano digitando nomi di prodotti o direttamente il nostro marchio
Non commettiamo l’errore, però, di valutare il traffico proveniente dai motori in modo “statico”, cioè senza considerare che il contributo in traffico di ogni parola-chiave e motore al nostro sito è dato principalmente dal posizionamento dello stesso negli indici dei motori di ricerca. E’ necessario quindi leggere questi dati con accanto l’analisi del posizionamento, per le keyword con le quali vorremmo essere rintracciati ed anche per alcune fra quelle che hanno portato più traffico. Se ad esempio leggiamo dai nostri file di LOG che la keyword ”viaggi economici” porta più traffico di “last minute” non possiamo dedurre che la prima sia più importante della seconda senza considerare il posizionamento di questi due termini nei diversi motori. Se la prima è al secondo posto su Google (motore molto utilizzato) mentre la seconda è al quinto su AltaVista sicuramente non potranno mai sviluppare volumi di traffico paragonabili con questo posizionamento.
INFORMAZIONI TECNICHE
Browser utilizzati: i log ci mostrano quali browser vengono utilizzati dai visitatori per navigare sul nostro sito. Se molti utenti utilizzano un browser diverso dal classico Internet Explorer è utile controllare se il sito viene visualizzato correttamente con tali browser.
Risoluzione dello schermo: il sito si “vede bene” alle risoluzioni più utilizzate? Non tutti infatti impostano nel sistema operativo la nostra stessa risoluzione. Se non lo abbiamo fatto in passato è il momento di provare a visualizzare il sito a diverse dimensioni (800x600, 1024x768, ecc.). I dati sulle risoluzioni più utilizzate possono suggerirci una rivisitazione del layout per venire incontro alla maggioranza dei visitatori oppure per garantire a tutti una corretta visualizzazione.
Errore 404: indica i broken link, collegamenti a pagine non esistenti. Spesso sono causati da errori di battitura in fase di editing e da pagine non più esistenti sul server ma alle quali sono ancora presenti link sparsi Rete.
Sistemi operativi utilizzati: gli utenti Apple e linux sono in costante aumento, prestiamo quindi attenzione a come visualizzano il sito e a quanta parte del suo contenuto devono rinunciare.
Il processo con il quale utilizziamo le informazioni lasciate dall’utente sul nostro sito può essere suddiviso in fasi distinte:
- lettura
- aggregazione
- analisi
- risposta alle conclusioni a cui si è arrivati
Come dire, insomma, che quando l’analisi è fine a se stessa e ha il solo scopo di contare gli utenti, sfrutta una parte molto ridotta dei dati a nostra disposizione e non entra a far parte di quel processo di miglioramento continuo che dovrebbe caratterizzare ogni sito web
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